Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago
Notizie - Ultime
La Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago è una area naturale protetta della Regione Siciliana, istituita con Decreto Assessoriale n. 365/44 del 26 luglio 2000.
L'area del bosco di Ficuzza nacque come riserva di caccia reale istituita da Ferdinando I delle Due Sicilie, che vi edificò la "Casina Reale di caccia", attorno alla quale sorse il borgo di Ficuzza. Alla sua morte, avvenuta nel 1825, il bosco andò incontro ad un periodo di degrado, sfruttato intensamente per il pascolo e la produzione di legname. Nel 1860, con l'Unità d'Italia, l'area diviene proprietà del Demanio del Regno d'Italia che cedette ai privati gran parte delle aree gia' disboscate e dissodate. Nel 1871 quanto resta della ex-riserva reale viene affidato alla Amministrazione Forestale ed il comprensorio dichiarato inalienabile. Con la legge n° 535, 29 dicembre 1901 del Regno d'Italia, il "Bosco nazionale inalienabile di Ficuzza" viene destinato a stazione climatica. Con atto del 1912 la "Foresta Ficuzza" assieme alla "Foresta di Godrano" divengono di proprietà dell'Azienda di Stato per le foreste demaniali. Nel corso della prima e ancor più della seconda guerra mondiale la protezione dell'area cede il passo alle esigenze belliche di produzione di legname e pertanto l'area vive un secondo periodo di grave degrado. Nel 1948 l'area diviene proprietà dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, che vi pratica attività di rimboschimento. Con Decreto dell'Assessorato Territorio e Ambiente del 26 luglio 2000, n. 365 viene istituita la riserva naturale “Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago”. Lo stesso decreto affida la gestione della riserva all'Azienda Foreste.
La Riserva copre un'area complessiva di circa 7.398 ha (circa 5334 ha di riserva vera e propria e 2064 ha di pre-riserva), che ricade nei comuni di Monreale, Godrano, Mezzojuso, Corleone e Marineo. L'area è dominata dal massiccio calcareo della Rocca Busambra (1613 m s.l.m.) che delimita a sud il territorio della riserva, a nord del quale sorge il Bosco della Ficuzza e il contiguo Bosco del Cappelliere, due estese aree di foresta mediterranea sempreverde separate dalla strada provinciale che collega il centro di Godrano alla SS 118.
La riserva è ricca di corsi d'acqua a carattere torrentizio, che formano diversi laghetti naturali, i così detti "gorghi". Sul confine nord-orientale della riserva si trova infine il Lago Scanzano, o Lago Madonna delle Grazie, un bacino artificiale ottenuto per sbarramento del torrente Eleuterio.
Il Gorgo è uno degli ambienti naturalistici tipici di bosco Ficuzza. È un laghetto naturale di notevole importanza per l'equilibrio dell'ecosistema circostante. La presenza d'acqua durante la primavera e l'inizio dell'estate consente la riproduzione di anfibi ed insetti, equilibratori delle specie parassite del bosco. Il più noto, Gorgo del Drago, distante da Gorgo Lungo qualche centinaio di metri, è adesso asciutto per buona parte dell'anno. La causa del prosciugamento è da attribuire probabilmente ad un incendio che una quindicina di anni fa ha intaccato lo strato di torba su cui si forma il gorgo. Ben diversa è la situazione di Gorgo Lungo, ancora regolarmente alimentato anche nel periodo estivo, che mantiene inalterato l'habitat. Il paesaggio è suggestivo. Incassato in una conca, vi si può accedere da un canalone particolarmente umido ricco di muschi e licheni. Ricoperto da uno strato verde di lenticchie d'acqua, ospita la tartaruga palustre. Dall'accesso S. Barbara, direzione Gorgo del Drago, il tragitto è di circa 40 min..
La riserva tutela l'area boschiva più vasta della Sicilia occidentale; ospita numerose specie di Quercus, tra cui il leccio (Quercus ilex), la sughera (Quercus suber), la roverella (Quercus pubescens) e l'endemica Quercus gussonei. Altre specie arboree presenti sono il frassino (Fraxinus excelsior), l'acero campestre (Acer campestre), il castagno (Castanea sativa) e l'endemico bagolaro siciliano (Celtis asperrima).
La vegetazione arbustiva è rappresentata dal biancospino (Crataegus monogyna), dal pungitopo (Ruscus aculeatus), dal caprifoglio (Lonicera caprifolium), dall'asparago spinoso (Asparagus acutifolius), dalla rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens), dall'erica arborea (Erica arborea), e dalla ginestra spinosa (Calicotome spinosa).
Fra le specie erbacee meritevoli di menzione figurano il ciclamino primaverile (Cyclamen repandum), la peonia (Paeonia mascula), il giaggiolo siciliano (Iris pseudopumila) e l'endemica viola del Tineo (Viola tineorum).
La zona della Rocca Busambra ospita numerosi endemismi rupestri quali il fiordaliso della Busambra (Centaurea busambarensis), il cipollaccio di Busambra (Gagea busambarensis), l'astro di Sorrentino (Aster sorrentinii), l’erba-croce della Busambra (Valantia deltoidea), lo spillone di Gussone (Armeria gussonei) e la camomilla di Cupani (Anthemis cupaniana). Ai piedi della Rocca Busambra si trova inoltre una delle poche stazioni siciliane di Atropa belladonna.
La riserva ospita un ricco contingente di orchidee tra cui le endemiche Ophrys pallida, Ophrys lunulata e Ophrys fusca subsp. obesa ma anche Ophrys bertolonii, Ophrys tenthredinifera, Orchis provincialis, Orchis italica, Anacamptis longicornu, Serapias lingua e numerose altre.
Dei grandi mammiferi un tempo presenti oggi si ritrovano solo il daino ed il cinghiale (Sus scrofa), entrambi reintrodotti dall'ente gestore all'interno di poche aree controllate. Altre specie presenti sono la volpe (Vulpes vulpes), la lepre (Lepus corsicanus), il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), il gatto selvatico (Felis silvestris), la martora (Martes martes), la donnola (Mustela nivalis), l'istrice (Hystrix cristata) e il riccio (Erinaceus europaeus).
Molto ricca l'avifauna che comprende specie quali la cinciarella (Cyanistes caeruleus ), la cinciallegra (Parus major), l'upupa (Upupa epops), la ghiandaia (Garrulus glandarius), il rampichino (Certhia brachydactyla) e il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major), solo per citarne alcune.
Tra i rapaci meritano una menzione particolare l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il capovaccaio (Neophron percnopterus), il nibbio bruno (Milvus migrans) e il nibbio reale (Milvus milvus).
Tra i rettili sono segnalati la vipera (Vipera aspis), la natrice (Natrix natrix), il biacco (Hierophis viridiflavus), il ramarro (Lacerta bilineata), la lucertola verde (Podarcis wagleriana), le tartarughe terrestri Testudo graeca, Testudo hermanni e Testudo marginata e la palustre Emys orbicularis.
Tra gli anfibi è presente il rospo comune Bufo bufo.
Tra le numerose specie di insetti va segnalata la presenza del raro coleottero Carabus famini.
Punti di interesse:
- Laghetto Coda di Riccio
Si tratta di un invaso artificiale intorno a cui si è sviluppata una fitta vegetazione ripariale, che ospita numerosi anfibi e uccelli acquatici. Nei pressi dell'invaso sorge un esemplare monumentale di Quercus suber, dall'età stimata di circa 400 anni. - Pulpito del Re 927 m
È un trono scolpito sulla roccia arenaria che il re Ferdinando IV di Borbone usava per cacciare stando seduto mentre i battitori spingevano le prede verso di lui - Acqua ammucciata
- Alpe Ramosa
- Alpe Cucco
- Gorgo del drago
- Grotta del Romito
- Torre del Bosco
- Valle Agnese
- Valle della Felce
- Valle Fanuso
